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“Nell’anima ci sono sentieri
in cui l’uomo cammina
da solo,
strade che non portano
alla società, un mondo privato
che si sottrae allo sguardo pubblico.
La vita non è fatta solo di terra
da arare o
produttiva, ma anche
di montagne di sogni
e di sotterranei di dolore…”
Abraham J. Heschel
(1907-1972)
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EDITORIALE
Ma gli editori sanno cos’è la letteratura?
di Maria Di Lorenzo
ACCADDE DOMANI
Giuseppe Tomasi di
Lampedusa
Cinquanta anni fa moriva
il principe-letterato,
indimenticato autore del
“Gattopardo”
di Claudia De Bernardi
SCAFFALE ALTO
Olimpo, la narrazione
dell’origine
tra cronaca e mito di
Alessandro Puglia
PENTAGRAMMA
Rosa e coltello, per
ricordare Andrea
di Giorgia Simone
SPECIALE TURI VASILE
Un artista, un uomo di
Davide Bersani
La narrativa di Turi
Vasile
secondo Maria Di
Lorenzo:
Morgana, Un villano a Cinecittà,
Paura del vento e altri
racconti
L’intervista di Paolo Aragona:
“La felicità? Io solo davanti al foglio bianco…”
LE MUSE SUL
MOUSE
Nel centenario di
Pellizza da Volpedo
di Anna Laura Mellini
CORPO UNDICI
La bellezza moderna di Venanzo Crocetti
XXIX Premio
Internazionale Efebo d’Oro
Due mostre per Maurice Denis,
maestro del simbolismo
Per il 50° anniversario
di Umberto Saba
AsoloArtFilmFestival: edizione 2007
RILETTURE
Quaderno Siciliano di
Maria Di Lorenzo
PAGINE DIGITALI
Il genio di Rimbaud
CELLULOIDE
I cineasti del silenzio. Ricordando
Ingmar Bergman e Michelangelo Antonioni
di Tommaso Benfenati
IL RACCONTO
Amarene di
Marco Missiroli
SPAZIO FRANCO
Alda Merini, la mia
Palestina
di Roberto Beretta
VOCI DI SCENA
Orazio Costa, il teatro
è coscienza
di Maricla Boggio
CORSI
E CONCORSI
Premio Nazionale di
Poesia Antonia Pozzi
Concorso di decorazione Trompe l’Oeil
Premio Letterario Scrivere Donna 2007
Concorso di Drammaturgia
Mechanè
Concorso Letterario “Narrando”
Premio Letterario Antonianum




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Ma
gli editori sanno
cos’è
la letteratura?
Maria Di Lorenzo
Ha cambiato i titoli, i nomi dei
personaggi, ma per il resto ha lasciato tutto al suo posto. Tre capitoli,
proprio quelli iniziali di tre classici della grande Jane Austen:
“Orgoglio e pregiudizio”, “L'abbazia di Northanger” e “Persuasione”. Li
ha messi in una busta, firmandosi semplicemente “A Lady”, e poi - dopo
aver spedito lo stesso plico a diciotto editori - ha aspettato di vedere,
come cantava quel tale, “l’effetto che fa”. Il risultato? Manco a dirlo.
Il manoscritto del presunto aspirante scrittore è tornato al mittente:
bocciato. Niente pubblicazione, niente carriera letteraria. È successo in
Gran Bretagna, ma poteva capitare anche qui da noi, in Italia. Dove gli
editori rilasciano interviste in cui si dicono sempre contenti e
speranzosi di trovare “il grande autore”, “la grande promessa della
letteratura italiana” e intanto buttano nel secchio i manoscritti che
arrivano alle loro case editrici. Certo troppi, non diciamo di no, sono i
manoscritti che arrivano ogni giorno “alla spett.le casa editrice”, ma in
qualcuno di essi forse si potrebbe nascondere il nuovo Luigi Pirandello o
la nuova Oriana Fallaci del 2000. Ma come fanno loro ad accorgersene se
tutto ciò che arriva finisce nel tritacarne di impiegati annoiati che
smistano la corrispondenza? In Inghilterra lo scrittore David Lassman,
appassionato lettore dell'autrice di “Orgoglio e pregiudizio”, ci ha
provato così: ha inviato a 18 editori del suo Paese un manoscritto con
tre capitoli della Austen e se l’è visto ritornare indietro per ben 17
volte. Solo un editore ha scoperto il suo plagio, invitandolo a non
copiare così smaccatamente i capolavori della grande Jane. Viene da
chiedersi: ma gli editori sanno cos’è la letteratura? Perché delle due
l’una: o sono del tutto indifferenti al genio artistico e non sanno
riconoscerlo quando lo incontrano (suvvia, come si fa a ignorare la
bellezza di una pagina di Giuseppe Ungaretti, anche se ci viene
presentata in forma anonima?), oppure, cosa ancor più grave, nelle case
editrici ci sono degli “esperti” che non hanno mai studiato la
letteratura e sono lì a far quel mestiere “per caso”. Ma se poi, alla fin
fine, le ipotesi non fossero due,
ma una soltanto? Cioè la stessa realtà a due dimensioni, come due facce
di una identica medaglia, in cui a rimetterci per primo è il giovane
aspirante autore del terzo millennio, chino sul proprio portatile a
scrivere i suoi sogni di parole che non vedranno mai la luce di uno
scaffale di libreria. Ma chi ci perde, alla fine, amici miei, siamo tutti
noi, perché il deserto avanza. Inesorabilmente.
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Sei un poeta oppure un aspirante scrittore? Hai
una poesia o un racconto nel cassetto? Questa è la casa delle tue parole,
o meglio il “retrobottega” delle tue invenzioni letterarie. Manda il tuo
scritto alla redazione che lo valuterà per un’ eventuale pubblicazione
nella nostra rivista. Sarà il tuo trampolino di lancio verso il fantastico
mondo delle lettere!
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