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Mostri
che ancora ringhiano qua e là
E. Montale
Nell'orto di mio
padre, sovente
rincorrevo
farfalle, curavo il basilico
e il rosmarino e gustavo gli
odori
dei bianchi capperi sul
muro. Com'erano
altissime
le volte degli Archi Felici!
Mio padre zappava la terra
accanto
a una piscina bianca e
azzurra di calce.
Le nuvole ubbidivano al
cielo, in forme
strane, gigantesche.
Ineffabili
scoperte
dei segreti delle formiche!
Sulla via Casilina,
sull'ampia strada
della mia infanzia, a poco a
poco,
si svelavano tutti i giochi
tutti i riti.
Poi, d'improvviso un attimo
del
19 luglio 1943 tutto scomparve,
e rimasi per dieci ore sotto
le macerie,
abbracciato a mia madre. Non
lo sapevo
ma ascoltando il suo eterno
grido,
fu in quel momento che
divenni poeta.
ELIO FIORE
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© Elio Fiore, Il cappotto di Montale, Scheiwiller, Milano,
1996
[Tutti i
diritti riservati – All rights reserved]
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