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In Purissimo Azzurro

 

 

 

in purissimo azzurro                               

 

                                                rivista di letterature & dintorni

                                     fondata e diretta da Maria Di Lorenzo

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"Sovente in queste rive, che, desolate, a bruno veste il flutto, e par che ondeggi, seggo la notte; e su la mesta landa IN PURISSIMO AZZURRO veggo dall'alto fiammeggiar le stelle..." (Giacomo Leopardi)

 

 

 

 

mirò - cop. maggio 08

 

 

 

 

 

 

      EDITORIALE

      Araba Fenice di Andrea Monda

 

      IN PRIMO PIANO

     Il canto dell’upupa” di Roberto Mistretta.

     Nel raggio di tenebra una voce contro

     l’orrore dei nostri inferni quotidiani

     di Maria Di Lorenzo

     “Sono un uomo che attraversa

     la propria vita scrivendo”

     Lo scrittore Roberto Mistretta

     si racconta a Salvo Zappulla

 

     FEMMINILE SINGOLARE

     Emily Dickinson, l’angelo del silenzio

     di Christian Bobin

 

      LA PAROLA INTERIORE

     Marina Pizzi, il reale inammissibile

     a cura di Marco Giovenale

     Vita e opere - Versi scelti:

     Sconforti di consorte

     Brindisi e cipressi

     L’urlo del verso, il sorso dentro l’arsura

     (per Clemente Rebora)

     Il poemetto Sorprese del pane nero

     “La poesia aiuta la mia resistenza”

     Un’intervista a Marina Pizzi

                              

     IL RACCONTO

      Cornetto e cappuccino di Tea Ranno

 

      LETTERATURA COME VITA 

     La poesia: farfalla infilzata o conchiglia marina?

     Una riflessione di Antonio Spadaro

 

      PAGINE DIGITALI

     Star Rose Academy

     Una Accademia dello Spettacolo a Roma

 

      IL RETROBOTTEGA DELLE PAROLE

      Salvami – Innocente: due poesie

     dell’esordiente Sara Vincini

 

      SPAZIO FRANCO

     Una parola incarnata nel silenzio della

     Madre. Incontro con il poeta Marco Guzzi

     di Maria Di Lorenzo

 

      CELLULOIDE

     “I demoni di San Pietroburgo”.

     La coscienza di Giuliano Montaldo

     di Rosanna Biffi

     Ha già le unghie? Lo tengo. Al cinema

     conJuno di Giulia Galeotti

 

      SCAFFALE ALTO

     “Necropoli” di Boris Pahor. La gelosia

     del dolore, il dovere del ricordo

     di Gaetano Vallini

 

      ACCADDE DOMANI

      Il grande mondo di Giovannino

     Cento anni fa nasceva Giovanni Guareschi,

     “papà” di Peppone e don Camillo

     di Simonetta Pagnotti

     Quei due personaggi che erano uno solo:

     la nascita e lo sviluppo di Don Camillo e

     Peppone di Ermanno Paccagnini

     Le celebrazioni del centenario:

     un anno con Guareschi

 

     A PIEDI NUDI NEL VERSO

     Arsenij Tarkovskij, Una bianca giornata

     Giuseppe Conte, La figlia dei burattinai

     Elio Fiore, Assunzione di Miryam in Cielo

 

      CORSI & CONCORSI

     Premio Massimo Troisi

     XIII Ed. Milano Film Festival

     Sardinia Film Festival

     Premio Carlo Cassola – Città di Grosseto

     Premio Nazionale Castello di Serravalle

     Premio Città di Sortino

     A cura di Pier Vittorio Vallati

 

      LE MUSE SUL MOUSE

     Le sperimentazioni visive di Joan Mirò

     Carlo Levi e Roma: il respiro della città

     Maestri senesi dal Lindenau Museum

     di Altenburg a Siena

     Arte in Corso a Cava de’ Tirreni

     Sebastiano del Piombo: 1485-1547

     A cura di Anna Laura Mellini

 

 

 

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Sei un poeta oppure un aspirante scrittore? Hai una poesia o un racconto nel cassetto? Questa è la casa delle tue parole, o meglio il “retrobottega” delle tue invenzioni letterarie. Manda il tuo scritto alla redazione che lo valuterà per un’ eventuale pubblicazione nella nostra rivista. Sarà il tuo trampolino di lancio verso il fantastico mondo delle lettere!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io vivo nella Possibilità,

Una casa più bella della prosa,

Di finestre più adorna

E più superba nelle sue porte.

 

Ha stanze simili a cedri

Impenetrabili allo sguardo

E per tetto la volta

Perenne del cielo.

 

Visite dolcissime l’allietano

E la mia vita è questa:

Allargare le mie esili mani

Per accogliervi il Paradiso.

 

EMILY DICKINSON

 

 

editoriale

 

 

 

Araba Fenice

ANDREA MONDA

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Se per Antonio Spadaro il poeta è Adamo, per Alexandru Cistelecan bisogna tornare allo sguardo innocente del fanciullo e solo allora si potrà avere e fare poesia. Spadaro e Cistelecan sono stati i primi dei dodici relatori che si sono avvicendati al quinto convegno nazionale organizzato dalla associazione culturale di Reggio Calabria "Pietre di Scarto" e intitolato "La poesia: vivere la possibilità".

Il titolo riprende un verso di Emily Dickinson - I dwell in possibility - in cui la celebre poetessa americana afferma di vivere, di "abitare" la possibilità che quindi è il luogo della poesia. Ma che cos'è la poesia? Su questo interrogativo ha ruotato la serie di conferenze che dal 3 al 5 aprile si sono susseguite nella sala del Dipartimento di scienze storiche dell'Università reggina.

Molte di queste conferenze hanno declinato l'interrogativo di base partendo dall'esperienza di alcune figure di poeti e così, ad esempio, si è parlato di Mario Luzi - lo ha fatto il poeta e critico Giuliano Ladolfi - sottolineandone anche la forza "filosofica" così come invece di un filosofo come Tommaso Campanella è stata sottolineata dal critico Giovanni Carteri la produzione poetica.

Un altro poeta dal forte "accento filosofico" è stato Lorenzo Calogero, anche lui calabrese, oggi caduto in un immeritato oblio da cui lo ha voluto sottrarre con una intensa relazione il poeta romano Claudio Damiani. E se due giovani studiosi, Tonino Pintacuda e Maria Renda, si sono avventurati per un arduo, ma riuscito, discorso che ha tenuto insieme Aristotele, Leopardi e Zanzotto - filo conduttore la luna, cioè la natura -, un altro giovane critico letterario, il vicentino Paolo Pegoraro, ha reso presente tutta la forza della poesia dello svedese Pal Lagerqvist, lacerata tra angoscia e ricerca di fede.

(…)È Adamo, il primo uomo, che guarda il mondo al primo giorno della creazione e quindi può anche "nominare" il mondo: questa è la poesia per padre Spadaro, gesuita e critico letterario alla ricerca di una "parola originaria", una parola che se è davvero poetica precede il pensiero stesso perché "la parola poetica è il fiorire del pensiero davanti al mondo".

Anche per il professore Cistelecan, che insegna letteratura rumena alla Università di Targu Mures, il riferimento necessario è quello della Genesi, ma non più Adamo bensì Babele. Nella poesia, quella vera, si sente il rumore della Torre da cui è partita l'avventura misteriosa del linguaggio umano.

La poesia è non solo arte primigenia, ma anche sintetica, comprensiva di tutte le altre, perché racchiude in sé una dimensione "plasmatica" (il gesto, la corporeità), musicale (il suono), grafica (il segno), semantica (il significato).

L'errore della critica è quello di aver spesso ridotto la portata di quest'arte alla sola interpretazione del significato che è l'ultimo e più astratto fra tutti i doni della poesia. (…)Al suo opposto, apparentemente, si muove Nicola Merola, professore di letteratura italiana dell'università con la sua relazione "La poesia come lettura".

La poesia ci aiuta anche a leggere il mondo, un mondo che però è in frantumi come dimostra appunto la poesia e l'arte contemporanea. La frattura è vecchia ormai e risale a diversi secoli fa; nella sua rapida, ma efficace sintesi Merola si sofferma sulla distinzione operata da Schiller tra poesia ingenua - degli antichi - e poesia sentimentale - dei moderni: è la spaccatura tra la Parola e la Cosa, tra coscienza e realtà. La poesia negli ultimi secoli non canta più la realtà ma se stessa, è diventata sentimentale e intellettualistica.

(…)Partendo dalla sua esperienza di psicoterapeuta Cristiano Gaston, coordinatore della "associazione BombaCarta", ha osservato che oggi in crisi non è l'idea di poesia ma quella di realtà; secondo Gaston il problema è scaturito dall'affermazione del sistema sperimentale che applicato inizialmente, correttamente, alle scienze naturali, ha finito per ridurre tutto il pensiero a "calcolo ed esperimento" estromettendo la concretezza della vita e della verità da ogni orizzonte umano.

"Si può anche affermare che è vero ciò che si può sperimentare" osserva Gaston, "ma è terribile affermare che è falso tutto ciò che non si può sperimentare". Tutto questo ha portato a un eccesso del razionalismo che ha (mal) ridotto la ragione secondo la battuta di Chesterton: è pazzo non colui che perde la ragione ma colui che perde tutto tranne che la ragione.

Anche qui l'eco del pensiero ratzingeriano non è del tutto casuale. L'approccio del professor Gaston, con l’affermazione della esperienza come cuore pulsante per ogni conoscenza e attività umana, è peraltro quello proprio della associazione Bomba Carta, organizzatrice insieme alle "Pietre di Scarto" di questa quinta edizione del convegno.

 

© L’Osservatore Romano [7-8/04/2008]

 

 

 

"Ora è notte. Oltre la finestra a croce, IN PURISSIMO AZZURRO, oltre un fantastico candido lenzuolo, teso ai fili eterni della Storia implacabile, scorgo, ed è silenzio, ferma la stella e le mura incrollabili di Gerusalemme d'oro..." (Elio Fiore)

  

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