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In Purissimo Azzurro

 

 

 

in purissimo azzurro                               

 

                                                rivista di letterature & dintorni

                                     fondata e diretta da Maria Di Lorenzo

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"Sovente in queste rive, che, desolate, a bruno veste il flutto, e par che ondeggi, seggo la notte; e su la mesta landa IN PURISSIMO AZZURRO veggo dall'alto fiammeggiar le stelle..." (Giacomo Leopardi)

 

 

 

Dalla copertina "La citta dei ragazzi" di E. Affinati

 

 

 

 

 

      EDITORIALE

      La paurosa libertà degli orfani

      di Eraldo Affinati

 

      SCAFFALE ALTO

      Il mondo dalla parte delle scarpe rotte       

      di Maria Di Lorenzo

 

      SPAZIO FRANCO

      Scacco matto al re che guarda

      Intervista allo scrittore Roberto Alajmo

      “La mossa del matto affogato”: il suo

      ultimo avvincente romanzo

      a cura di Simona Lo Iacono

 

      LETTERATURA COME VITA 

      Karl Rahner e la parola poetica

      di Antonio Spadaro

           

      PAGINE DIGITALI

      A Teatro – Il portale di chi ama l’arte scenica   

      A cura di Oliviero Ponte di Pino

     

      RILETTURE

      “La sera si fa sera” di Maria Di Lorenzo

      A cura di Rosa Elisa Giangoia

 

      A PIEDI NUDI NEL VERSO

      Stella del desiderio di Plinio Perilli

      Alla vita di Nazim Hikmet

      Nell’orto di mio padre, sovente di Elio Fiore

 

      LE MUSE SUL MOUSE

      A Palermo i grandi maestri spagnoli

      XV Quadriennale di Roma

      Maestri senesi dal Lindenau Museum

      di Altenburg a Siena

     Il400 a Roma. La rinascita delle arti

     Altre mostre in corso

     A cura di Anna Laura Mellini

 

      RITRATTI CONTEMPORANEI

      Aurelio Caliri, artista e sognatore

      di Salvo Zappulla

 

      SEGRETI DI SCRITTURA

      Il trucco c’è ma non si dice. Parla l’autore   

      Mariano Sabatini di Maria Di Lorenzo

 

      FEMMINILE SINGOLARE

      In nessun luogo c’è bisogno di noi

      di Antonella Anedda

 

      AL CINEMA: “12” DI N. MICHALKOV

      La coscienza dei giurati di Maurizio Turrioni

 

      LA PAROLA INTERIORE

      Milo De Angelis: lirico, visionario e contorto

      di Pasquale Di Palmo

       

      ACCADDE DOMANI

      La profezia di Georges Bernanos

      Sessant’anni fa moriva il grande scrittore

      francese di Claudia De Bernardi

 

      PENTAGRAMMA

      Dio e il suo Boss di Luca Miele

 

      LA RISCOPERTA DI NABOKOV

      Un colorato tappeto di immagini e parole

      di Massimo Romano

 

      DAL ROMANZO AL FILM

      I ragazzi belli e inquieti di Blake Nelson

      A colloquio con l’autore di Paranoid Park”

      di Roberto Carnero

 

      LO SCAFFALE DI ANDREA MONDA

      “Il Nemico” di Michael O’Brien

      “Il fuoco della poesia” di Davide Rondoni

      La letteratura dimenticata. I capolavori di

      Chesterton, Lewis e Tolkien in un saggio di

      Annunziata Antonazzo

 

      CORSI & CONCORSI

      Premio Guido Gozzano

      Concorso d’Arte Italian Wave

      L’Inedito Anziano 2008

      Concorso Letterario ”Ma adesso io…”

      A cura di Pier Vittorio Vallati

 

      PADRI DI CARTA

      Uomini dai mille volti di Giulia Galeotti

 

 

      Arrivederci a settembre con il nuovo

      numero di “In Purissimo Azzurro”.

     

 

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“Tutto imparammo dell’amore –

Alfabeto, parole,

Un capitolo, il libro possente –

Poi la rivelazione terminò.

Ma negli occhi dell’altro ciascuno

Contemplava un’ignoranza divina,

Ancora più che nell’infanzia...”

 

Emily Dickinson

 

 

editoriale

 

 

 

La paurosa libertà degli orfani

ERALDO AFFINATI

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Questa è la storia di un viaggio all’indietro: sono partito dallo spazio magnetico in cui vivo, fra i banchi e i gessi, ho risalito i campi delle fughe solitarie, ancora cosparsi alla putredine dei sogni che i miei scolari hanno lasciato lungo il percorso, e ora eccomi qui a dettare il saldo conclusivo.

Abbiamo radici in comune: quello che succede a te, riguarda anche me. Perfino quando pensiamo di averla fatta franca, presto dobbiamo ricrederci: si prospera, e ci si decompone, insieme. Non godere della vicinanza dei propri genitori, per un motivo o per l’altro, apre un grande spazio di azione dove, prima o poi, nel fiorire malato delle innumerevoli scelte da compiere, potremmo smarrirci.

E se la paurosa libertà degli orfani fosse uguale a quella di tutti gli esseri umani di fronte a Dio?

A cinquant’anni un uomo senza figli può desiderarne uno; io invece, spinto da una potenza oscura che brucia come un fuoco segreto dentro il mio stesso nome, cercavo i padri: quelli mancati, soprattutto. Pensai di scrutarne le fisionomie nei volti dei giovani ai quali insegno ogni giorno. Arrivano sulle sponde del Bel Paese da ogni parte del mondo lasciandosi dietro, come rottami, la povertà e l’indifferenza. Ho voluto risalire il fiume che li ha portati fino a me. Controcorrente, attraverso di loro, mi sono riconosciuto.

[…] Studio, in questi ragazzi, i miei stessi limiti. Sono partito dal basso, dal niente, perché quel basso, quel niente, me li avevano trasmessi mio padre, mia madre. Sono stato solo forse più ancora di Hafiz, Fazil e Said: non ho avuto la possibilità di vivere in una comunità, non ho incontrato nessun adulto credibile.

I valori ai quali oggi m’aggrappo li ho conquistati a pezzi e bocconi, nell’avvilimento, nella vergogna, nell’arroganza, nell’egoismo.

Scruto nei miei allievi le radici spezzate perché anch’io sono vissuto così: con l’amarezza e lo sconforto di non saper dove sbattere la testa, col senso di vertigine che nasce quando non sai a chi appoggiarti, nel momento in cui non hai più l’incoscienza dei bambini e non possiedi ancora il disincanto della maggiore età.

Soprattutto la solitudine posso dire di aver sperimentato, fino al punto di esserne diventato un atleta: culturista del vuoto interiore. Nessun paesaggio, nessuna vegetazione, solo il pensiero mentre frulla in un battito d’ali incapaci di prendere il volo. Stelle che si frantumano sulla vernice scorticata nel serbatoio del motorino.


© E. Affinati, La città dei ragazzi, Mondadori 2008

 

 

 

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"Ora è notte. Oltre la finestra a croce, IN PURISSIMO AZZURRO, oltre un fantastico candido lenzuolo, teso ai fili eterni della Storia implacabile, scorgo, ed è silenzio, ferma la stella e le mura incrollabili di Gerusalemme d'oro..." (Elio Fiore)

  

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