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Suicidio
collettivo soffice
Paolo Gasparini
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Secondo Rosmini,
i grandi guasti della vita civile non vengono tanto dalla morale, dal
cuore, ma dalla mente, dalla filosofia. Come, nel suo secolo, la
filosofia idealista tedesca era responsabile del soggettivismo, che poi
ha portato alla tragedia delle ideologie atee del secolo scorso, così il
linguaggio dei filosofi del secolo scorso ha reso superflue le grandi domande: Dio, la libertà, l’immortalità,
secondo Kant.
Filosofi liberali tedeschi e americani
hanno, infatti, introdotto questo nuovo
vocabolario, adatto a fondare la nuova società multiculturale
e religiosa del XXI secolo. Non più i termini di natura, esperienza e
istinto, ma quelli artificiali di post-umano, valori, ideologia, sé,
identità, autodeterminazione, genere, non discriminazione, progresso,
sviluppo, apertura, tolleranza, diritti.
Un linguaggio assunto in modo
acritico, dogmatico, non problematico, che persuade in modo sottile a
cadere nell’abisso dell’emotivismo, del
narcisismo, spingendo la nostra cultura nel post-moderno, radicalizzazione del
sentimentalismo dell’800.
“Fà ciò che vuoi, ciò che credi”, è il nuovo
dogma dei pensatori nichilisti di oggi, il solo stile di vita plausibile.
Una larga parte dei nostri
giovani, non c’è chi non veda, è profondamente pervasa, psicologicamente
e a parole, da questa mentalità. L’indebolimento
del pensiero è indissolubilmente legato alla attenuazione dei
desideri, delle mete, delle aspirazioni giovanili.
Una cultura artificiale crea anime,
corpi, recettori artificiali, palestrati,
tatuati, dopati. Questo non è il risultato di
inevitabili processi storici, ma di un
progetto pedagogico
strategicamente studiato, che ha rivestito panni presentabili di
laicità, di teoria democratica, il cui ruolo vuole essere quello di
antidoto essenziale al pensiero clericale, dogmatico, pregiudiziale e
autoritario.
Il pensiero unico dominante, politicamente
corretto, è che ogni attività, ogni scelta è degna di rispetto.
Ci sono valori in cui credere, non verità da riconoscere.
Adesso cominciamo a capire cosa
sta dietro il pensiero debole, perché lo stiamo vedendo con i nostri
stessi occhi. Si può rinunciare al
vincolo familiare, e di fatto le western countries
lo stanno facendo di corsa, ma si
deve conoscerne il prezzo.
Non è chi non veda come nelle
scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle borgate, c’è un degrado, un
abisso di estraneità, di disumanità, di persone sole crescenti di numero,
il cui prezzo lo pagano i cittadini stessi.
Il nichilismo è un suicidio
collettivo soffice, accettato democraticamente.
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