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Le lezioni di teatro con lui si
trasformavano
in lezioni di vita, non solo
perché, raccontando
di sé, trasformava la biografia
in metafora, ma anche per la
sua capacità
innata di trasformare il
visibile in invisibile,
il movimento in rispecchiamento,
la sensazione in leggerezza,
l'istinto in spirito mimetico,
grazie al quale il sentire
l'immagine
precede il modo di realizzarla.
Orazio Costa, il teatro è
coscienza
di Maricla Boggio
Orazio Costa Giovangigli, nato a Roma il 6 agosto
1911 può considerarsi il rappresentante più attivo della generazione teatrale formatasi fra le
due guerre e affermatasi negli anni che seguirono lo scoppio e la
fine dell'ultima. Dopo Il corpo
creativo. La parola e il gesto in Orazio Costa (Bulzoni, 2001) e Mistero e Teatro. Orazio Costa, regia
e pedagogia (Bulzoni 2003), Maricla Boggio, che insegna Drammaturgia
all'Accademia «Silvio D'Amico», completa la sua trilogia con Orazio
Costa, maestro di Teatro (Bulzoni), dove raccoglie le lezioni
tenute dal maestro in Accademia dal 15 gennaio al 5 giugno 1991 e che
costituiscono l'ultimo documento della sua attività di didatta. La Boggio
è stata molto vicina a Costa tanto da raccogliere, in un decennio, saggi,
relazioni, testimonianze, lezioni che ci permettono, non solo di
conoscere, ma anche di approfondire il pensiero e il metodo del primo maestro di regia in Italia.
Orazio Costa insegna ai suoi allievi il modo con cui l'arte si realizza,
essendo, questa, nient'altro che un lampo della potenza divina.
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